Ieri si è fulminata la lampadina sopra la mia scrivania.
Stasera ho deciso di cambiarla.
A (quasi) diciassette anni, forse è il caso che impari a cambiare le lampadine, ho pensato.
Orbene, cambiamo questa lampadina!
Ho chiesto delucidazioni a mio padre in merito al luogo di immagazzinaggio delle lampadine nuove e ho proceduto (si dice proceduto o processo?).
Le lampadine nuove si trovano in garage, la mia camera è al secondo piano. Ho sceso tre piani e ho cominciato a cercare.
Le lampadine che ho trovato erano di diversi tipi.
Sono tornata al piano terra dove mio padre e mio fratello stavano guardando la tv, ho chiesto quale dovevo prendere. Qualsiasi sotto i 60 w, risponde il papà.
Ok, riscendo, ne prendo una carina trasparente a 25w, risalgo fino in camera mia.
Mi accorgo che l’entrata è molto maggiore alla lampadine. Accidenti, dico.
Riscendo tre piani di scale, con la lampadina fulminata in mano per controllare.
Trovo finalmente una lampadina da 40 w con il diametro dell’entrata uguale a quello della vecchia.
Mentre la cerco, trovo nell’armadio dove stava, delle caramelle.
L’armadio in garage delle lampadine è lo stesso in cui mia mamma nascondeva i regali di Natale quando eravamo piccoli.
Le caramelle che ho trovato sono, appunto, i Fruchtbärchen del titolo, per i non tedescofoni, orsetti gommosi alla frutta.
Prendo la lampadina nuova, prendo i Fruchtbärchen, torno in camera.
I Fruchtbärchen, stimo, devono avere circa 6 anni.
Li mangio.
Questo intervento ha tanti significati e anche nessuno.
giuli