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- La mia vita a Garden State, film.
Domenica, sola soletta a casa ho visto un film che merita,molto. Si chiama ”la mia vita a Garden State”, è scritto, girato e interpretato da Zach Braff, JD in Scrubs, per intenderci. L’attore interpreta un personaggio con disturbi psichici che, alla notizia della morte della madre, torna al suo paesello d’origine dopo 9 anni di assenza e trova il padre, gli amici e l’amore. Consiglio caldamente questo film, è uno di quelli che vorresti avere in dvd e guardarlo rannicchiato sul letto/divano mangiando corn flakes che fanno cronch cronch ma da sola, è assolutamente un film da vedere in solitudine, perchè è così, non lo so spiegare, perchè parla sì dell’amicizia e dell’amore però in un ottica troppo personale per poter essere condivisa con qualcuno, devi rispondere da solo alle domande che si pone il protagonista. Da notare, o perlomeno, che io ho notato è l’attenzione quasi maniacale ai dettagli, un po’ amelienomane, che, spesso trascurati in film di grande produzione, rende invece la pellicola molto più vicina e reale, creando un mondo che è quello vero, nostro, anche attraverso personaggi che non sono mai perfetti, ma hanno sempre qualcosa di anormale, molto da cinema ma mai scontato, non c’è nulla di patinato, c’è la droga, la malattia, la disoccupazione ma anche la famiglia, i sogni, la felicità, ogni fotogramma è una scoperta. Ottime le interpretazioni di Zach Braff, che, come in Scrubs, nella parte del problematico gongola, ma qui dà una prova di serietà, di Natalie Portman, che fa la ragazza della porta accanto e che ne è uno dei pochi esempi credibili, e di Ian Holm, che interpreta il padre psichiatra.
Altre due cose che volevo annotare sono due letture:
- Questo articolo di Travaglio sui Dico, che trovo stupendamente travagliano (mi scuso per il dubbio blog da cui l’ho trovato ma voglia zero di copiarlo)
- ”Il cacciatore di aquiloni” di Hosseini Khaled. molto bello, toccante, vero. non buonista, fa male. da leggere
- Narciso e Boccadoro, h. Hesse. Mi è piaciuto molto di più di Siddharta, soprattutto per la figura di Boccadoro, che è splendidamente inquieta, alla ricerca, in cui un po’ mi sono trovata. Narciso invece no, è statico, vecchio, fermo.
- La banda dei brocchi e Circolo chiuso, di J. Coe. Molto bello il primo, irrequietezza giovanile nella Birmingham degli anni ‘70. Malinconico e a volte un po’ tirato per i capelli il secondo, adulti pieni di problemi nelgli anni ‘90.
- Il visconte dimezzato, i. calvino. Bello, bello bellissimo.
- Se questo è un uomo, Primo Levi. Tanti libri ti fanno pensare e scavare in te stesso, pochi ti fanno pensare e scavare nella tua condizione di parte dell’umanità, questo ci riesce.
10 Commenti
Gennaio 8, 2007 alle 4:41 pm
davvero non vale la pena?
Gennaio 8, 2007 alle 6:11 pm
no,fa schifo.
molto meglio Jean Loup
Gennaio 10, 2007 alle 11:52 pm
adotto il film
Gennaio 14, 2007 alle 11:05 am
l’ho visto mille mila volte quel film.. direi che è decisamente
ld: :sisi:
Gennaio 14, 2007 alle 8:02 pm
ah, jean loup…quel sexyssimo pazzo furioso
Gennaio 17, 2007 alle 10:27 pm
mai visto tutti insieme appassionatamente…
Marzo 29, 2007 alle 8:59 pm
è vero, ci sono film che vanno visti da soli.
guarderò,leggerò.
grazie amore
Marzo 29, 2007 alle 9:35 pm
ah, l’articolo di travaglio è STUPENDO
Aprile 1, 2007 alle 1:16 pm
Travaglio l’avevo visto “live” l’anno scorso… molto bravo!
Luglio 6, 2007 alle 1:49 pm
spoilerone clamoroso su ‘io uccido’ (stupendo peraltro) qui..